A cura di Miranda Fico
L’Allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti, realizzata tra il 1338 e il 1339 nel Palazzo Pubblico di Siena, non è soltanto una rappresentazione religiosa o morale, ma è soprattutto una riflessione sul modo in cui una comunità dovrebbe
essere governata. Lorenzetti mette davanti agli occhi dei governanti e dei cittadini un modello di società fondata sull’equilibrio, sulla giustizia e sulla ricerca del bene comune.
Al centro di questa rappresentazione si trova la Giustizia, figura fondamentale perché proprio da essa dipende l’equilibrio della intera comunità. Non è una giustizia astratta, lontana dalla vita degli uomini ma è una forza che agisce concretamente sulla società. La sua presenza mostra che una comunità può essere veramente ordinata e pacifica soltanto quando esistono regole e quando queste vengono applicate in modo imparziale.
La Giustizia è rappresentata come una figura femminile maestosa collocata sul lato sinistro della composizione. La sua posizione e le sue dimensioni sottolineano il suo ruolo centrale. Nella parte superiore compare la Sapienza divina, che guida la Giustizia a indicare che la giustizia terrena non deve essere arbitraria, ma deve fondarsi su un ordine superiore e su un principio di sapienza. Lorenzetti rappresenta la Giustizia attraverso una struttura articolata facendoci intuire che essa non è soltanto una virtù individuale ma è il principio che permette alla società di funzionare armoniosamente. Questo concetto è espresso anche attraverso la bilancia, tradizionale attributo della Giustizia. La bilancia indica l’idea di equilibrio e
di proporzione: il buon governo deve evitare gli eccessi e assicurare un rapporto equilibrato tra i diversi membri della comunità. Anche la spada che la Giustizia tiene in mano è un simbolo molto forte. Rappresenta il potere della legge, che deve essere capace di intervenire quando l’ordine viene violato. Ma la spada è a doppio taglio e questo particolare può suggerire un’idea importante: la giustizia deve essere equilibrata e deve valere in entrambe le direzioni, senza privilegi e senza arbitrarietà. Chi governa non dovrebbe usare la legge per il proprio interesse, ma dovrebbe sottoporsi anch’egli ai principi che pretende di far rispettare agli altri.
La Giustizia rappresenta quindi il punto di passaggio tra l’ordine superiore e la vita concreta della città. Non rimane confinata nella dimensione astratta delle virtù ma produce effetti direttamente visibili nella società. Il rapporto con la Concordia è particolarmente importante perché in questo modo Lorenzetti suggerisce che la stabilità politica non nasce dalla forza o dall’autorità esercitata arbitrariamente, ma dall’equilibrio tra giustizia e concordia. La Concordia tiene in mano un filo, al quale sono collegate le figure dei cittadini. Il filo conduce simbolicamente dalla Giustizia alla Comunità: ciò significa che la concordia civile nasce da una corretta amministrazione della Giustizia. Dalla Giustizia nasce una sorta di percorso che conduce alla concordia tra i cittadini e, attraverso di essa, al Buon Governo. L’idea è, in definitiva, che una Comunità può prosperare soltanto quando le relazioni tra i suoi membri sono regolate da leggi giuste ed equilibrate. L’affresco non vuole semplicemente celebrare una virtù morale, ma mostrare ai governanti di Siena quale dovrebbe essere il loro comportamento. Il buon governo deve amministrare la città nel rispetto della Giustizia, perché da essa dipendono la
pace, la sicurezza, il commercio e il benessere collettivo.
In conclusione, la Giustizia è il vero fulcro morale dell’Allegoria del Buon Governo. Il suo rapporto con la Sapienza indica l’origine superiore della Giustizia mentre il rapporto con la Concordia mostra la sua conseguenza sociale. Attraverso questo
sistema di relazioni Lorenzetti afferma che una città può vivere in pace e prosperare solo quando la giustizia viene applicata in modo equilibrato e riesce a trasformarsi in concordia civile. La Giustizia, dunque, non è una virtù isolata, ma il principio che collega sapere, politica, armonia sociale e benessere collettivo.
Giustizia. La bilancia indica l’idea di equilibrio e di proporzione: il buon governo deve evitare gli eccessi e assicurare un rapporto equilibrato tra i diversi membri della comunità. Particolarmente significativo è il rapporto tra la Giustizia e la Concordia, che compare immediatamente più in basso. La Concordia tiene in mano un filo, al quale sono collegate le figure dei cittadini. Il filo conduce simbolicamente dalla Giustizia alla comunità: ciò significa che la concordia civile nasce da una corretta amministrazione della giustizia. Quando la giustizia funziona, gli interessi individuali possono essere ricondotti all’armonia collettiva. La Giustizia rappresenta quindi il punto di passaggio tra l’ordine superiore e la vita concreta della città. Non rimane confinata nella dimensione astratta delle virtù, ma produce effetti direttamente visibili nella società. Il rapporto con la Concordia è particolarmente importante anche perché quest’ultima conduce verso la figura del Comune, appresentato dal Buon Governo. In questo modo Lorenzetti suggerisce che la stabilità politica non nasce dalla forza o all’autorità esercitata arbitrariamente, ma dall’equilibrio tra giustizia e concordia. La Giustizia, inoltre, va messa in relazione con le altre virtù cardinali e civiche rappresentate nella parte superiore della composizione. La Pace, la Fortezza, la
Prudenza, la Temperanza e la Magnanimità contribuiscono insieme a costruire l’immagine di una società ben ordinata. La Giustizia, tuttavia, occupa una posizione particolare perché costituisce il principio che rende possibile l’armonia tra tutte queste virtù.
Il significato dell’affresco diventa ancora più evidente se si considera il suo contesto: Lorenzetti non sta semplicemente rappresentando delle virtù astratte, ma sta proponendo una vera e propria riflessione politica sulla città. Il buon governo viene definito attraverso i suoi effetti concreti: nella parte dedicata agli effetti del Buon Governo sulla città e sulla campagna vediamo infatti una comunità prospera, sicura e ordinata. Al contrario, nell’Allegoria del Cattivo Governo, la Giustizia è assente o corrotta e prevalgono violenza, paura e disordine.
In conclusione, la Giustizia è il vero fulcro morale dell’Allegoria del Buon Governo. Il suo rapporto con la Sapienza indica l’origine superiore della giustizia; il rapporto con la Concordia mostra invece la sua conseguenza sociale. Attraverso
questo sistema di relazioni Lorenzetti afferma che una città può vivere in pace e prosperare solo quando la giustizia viene applicata in modo equilibrato e riesce a trasformarsi in concordia civile. La Giustizia, dunque, non è una virtù isolata, ma il
principio che collega sapere, politica, ordine sociale e benessere collettivo.

